L’esperienza di Zhiwen

Buongiorno a tutti, mi chiamo Zhiwen (pseudonimo), ho quarantacinque anni, sono un cristiano che fa parte della Chiesa di Dio Onnipotente e sono di nazionalità cinese. Ringrazio gli organizzatori per questa occasione che mi viene data di testimoniare la mia esperienza di repressione e persecuzione da parte del governo cinese, e mi sento molto onorato.
Da quando ero piccolo, ho sempre seguito mia madre nella fede in Gesù partecipando agli incontri del movimento delle Chiese domestiche. Da sempre, gli agenti e i funzionari del partito di tanto in tanto facevano irruzione durante i nostri incontri. Ci hanno costretto ad aderire alla Chiesa delle Tre Autonomie, la Chiesa protestante unita fondata dal governo, minacciandoci di arresto se non avessimo obbedito. Per questo ci siamo trovati costretti a fare i nostri incontri nel bosco o nel mezzo della notte. Questa era l’unica maniera per continuare a credere, anche se perseguitati dal governo.
Nell’agosto del 2000, ho accettato il Vangelo della discesa del Regno, aderendo alla Chiesa di Dio Onnipotente, accogliendolo e trasmettendolo poi ad amici e parenti. In quel periodo il numero di convertiti aumentava sempre di più e di conseguenza il capo del villaggio venne a casa ad ammonirmi: “Il governo non permette che tu creda in Dio Onnipotente, se continui a credere e a evangelizzare altri, verrà la polizia e ti arresterà”. Un giorno di settembre del 2000, il capo del villaggio venne nuovamente ad ammonirmi e a minacciarmi per farmi smettere di seguire la mia fede, altrimenti avrebbe fatto rapporto. Mia madre era molto preoccupata per me, e mi consigliava di scappare da casa per andare a nascondermi in modo da non essere arrestato. In quel periodo il mio cuore era oppresso, i miei genitori erano anziani, e guardando mia figlia di sei anni e mio figlio ancora in allattamento, e mia moglie, non potevo trattenere le lacrime e non riuscivo a immaginare di lasciare casa mia. Ma se fossi rimasto e mi avessero arrestato, avrei messo ancora più in pericolo i miei famigliari, dunque potevo solo scappare.
Anche dopo essere scappato di casa, non mi sentivo affatto al sicuro. Non importava dove fossi scappato, non sarei comunque riuscito a liberarmi della persecuzione del governo cinese. Nel giugno del 2005, mentre stavo predicando il Vangelo in un appartamento con il fratello Yang, cinque poliziotti ci circondarono. Disperato, mi buttai giù dal primo piano, ma tre poliziotti mi inseguirono, ma non era facile lasciare indietro i poliziotti. Il mio piede destro faceva un male insopportabile. In seguito, andai all’ospedale, dove dopo la visita mi dissero che la caviglia era fratturata in modo scomposto. Il medico mi ingessò il piede, dopo sei mesi di convalescenza iniziò a migliorare gradualmente.
Il governo cinese, nel suo sforzo di arrestare i credenti della Chiesa di Dio Onnipotente, pubblicò diversi documenti e tappezzò i muri delle città con poster di propaganda contro i credenti, incitando anche i cittadini a segnalare i credenti e le loro attività in cambio di premi in denaro. Un giorno di dicembre del 2012 andai nella provincia del Jiangxi a portare la parola del Vangelo ai parenti di un fratello. Non erano trascorsi neanche venti minuti che quattro poliziotti apparirono sulla scena e fecero finta di non arrestarmi. In realtà a metà strada, nel buio, c’erano decine di furfanti chiamati dalla polizia che mi attaccarono. Ognuno di questi furfanti aveva in mano un bastone di legno lungo più di un metro. In un attimo mi circondarono dicendo: “Come osi venire nella nostra cittadina ad evangelizzare? Oggi ti ammazziamo di botte”. Mentre dicevano queste parole, mi picchiavano con le mazze di legno e mi tiravano calci mi ridussero la faccia a una maschera di sangue, il mio corpo era a pezzi e alla fine svenni, e sentivo le loro voci offuscate che dicevano: “Qua abbiamo risolto la situazione, venite…”. In un attimo i poliziotti arrivarono e mi caricarono su una macchina, l’agente all’interno mi tirò per i capelli e mi diede una sfilza di pugni sulle tempie; mentre mi picchiava diceva: “Ti ammazzo di botte, e dopo vediamo se crederai ancora!” Ero stato picchiato al punto che il mio viso sembrava dovesse esplodere, sentivo la morte davanti ai miei occhi, potevo solo continuare a pregare. Arrivato alla stazione di polizia iniziò subito l’interrogatorio, ma io per il male non riuscivo neanche a stare in piedi e caddi sul pavimento, tutto il mio corpo tremava e dalla bocca usciva saliva. Mi portarono poi all’ufficio della contea, mentre mi facevano scendere dalla macchina e vedendomi a un passo dalla morte, mi lasciarono davanti al portone. Più tardi fu il fratello Cheng che mi vide e mi portò all’ospedale per farmi curare. Dopo più di un anno di cure mi ripresi gradualmente, ma mi portai dietro i postumi della malattia e sono tuttora tormentato da forti mal di testa.
Nel periodo in cui ero stato costretto a vivere lontano da casa, sentivo un’incredibile nostalgia dei miei familiari. Così un giorno, il 30 dicembre 2007, con il rischio di essere arrestato, decisi di tornare di nascosto a casa per rivedere la famiglia che avevo lasciato sette anni prima. Nel momento in cui aprii la porta di casa, mio padre mi guardò pieno di lacrime, mia moglie su un lato si asciugava di nascosto le lacrime, i miei figli mi guardavano ma non osavano chiamarmi papà. Davanti a questa scena il mio cuore si spezzava: per via delle persecuzioni del governo cinese non ho avuto la possibilità di onorare i miei genitori, né di occuparmi di mia moglie al meglio e nemmeno di crescere quelle giovani creature che erano i miei figli. Oltre a ciò i miei familiari hanno subito lo scherno e gli insulti della gente del villaggio, la mia famiglia ha sofferto momenti di incredibile dolore. Mia madre mi disse che, dopo che me ne ero andato, la polizia venne a fare una perquisizione della casa e per due volte la portarono all’ufficio di polizia per interrogarla e avere informazioni sul mio conto. Così per prevenire il ritorno della polizia e il mio arresto, dopo qualche giorno a casa, fui costretto a scappare nuovamente. Dal 2013 al maggio 2015 in totale ho cambiato più di trenta abitazioni, ma ovunque andassi non c’era modo di evitare l’arresto o la persecuzione.
In Cina nessun posto è sicuro per me, per questo nel 2015 sono scappato e sono venuto in Italia a chiedere la protezione del governo italiano. Mi rende felice di essere arrivato in Italia, un paese con una vera libertà religiosa. Allo stesso tempo però sono preoccupato e triste per tutti i credenti fedeli alla Chiesa di Dio Onnipotente che ancora sono in Cina e che sono bersaglio di persecuzione e arresti da parte della polizia! E il governo cinese non solo perseguita i credenti in Cina, ma sta anche allungando la sua oscura mano fuori dai suoi confini: nel novembre 2017 infatti sui media di diversi paesi come Corea del Sud, Hong Kong, Taiwan, il governo cinese ha attaccato ancora una volta la Chiesa di Dio Onnipotente. Spero davvero che questi fatti riguardanti la repressione del Partito Comunista Cinese contro la Chiesa di Dio Onnipotente siano compresi da chi si occupa dei problemi dei rifugiati in Italia. Chiediamo solo di essere accolti e di poter credere liberamente e pacificamente nel nostro Dio.

中文譯稿:

大家好!我叫志文(化名),今年45歲,是來自中國的一名全能神教會的基督徒。感謝主辦方給我這次機會,讓我能夠在此陳述我受中共鎮壓和迫害的經歷見證,我感到很榮幸。
我從小跟隨母親信主耶穌,參加家庭教會的聚會,鄉政府特務和官員時不時闖入我們的聚會點,強逼我們加入官方聯合辦的三自愛國教會,若不聽從就恐嚇要抓捕我們。因著這個原因,我們被迫躲到樹林裡聚會,或者半夜聚會,我們就是在中共政府的逼迫下堅持信神的。
2000年8月,我接受了全能神國度降臨的福音,並把福音傳給親朋好友。當時接受福音的人越來越多,村幹部方主任到我家警告我:政府不允許你信全能神,如果你再信全能神傳福音,就讓警察來抓你!2000年9月的一天,方主任再次上門警告、威嚇,讓我放棄信神,否則就要報警。我母親很為我擔憂,就勸我趕緊離家躲避,免得被抓捕。當時我心裡很壓抑,家裡父母年紀大了,再看著6歲的女兒和還在哺乳期的兒子,還有我的妻子,我的眼淚再也控制不住,我怎麼捨得離開我的家人呢,但我要是在家被抓捕,將會給我的家人帶來更大的災難,因此,我只好逃亡。
我雖然從家裡逃出來了,但仍然沒有一點安全感,無論我逃到哪裡,都無法擺脫中共政府對我們基督徒的迫害。2005年6月,我和楊弟兄正在一個公寓傳福音時被5名中共警察圍堵,情急之下我從二樓跳下,3名警察窮追不捨。我好不容易才把警察甩掉,這時我感到右腳疼痛難忍,後來,我到了醫院,經醫生檢查我的右腳踝骨裂了一條縫,醫生給我固定了石膏板,療養了半年我的腳踝骨才逐漸好轉。
中共政府為了抓捕全能神教會的基督徒,發布了許多文件,在大街小巷、村頭張貼反對信神的宣傳畫,煽動民眾有獎舉報抓捕基督徒。2012年12月的一天,我去江西給一個弟兄的親戚傳福音,剛去不到二十分鐘,鎮派出所的4名警察趕到現場,他們假意不抓我,事實上,暗中卻叫了幾十個地痞在路上把我攔截。這群地痞每個人手裡拿著一米多長的木棍,氣勢洶洶地將我團團圍住,說:「你還敢到我們這裡傳福音,今天就打死你!」說著對我一陣拳打腳踢,棍棒相加,我被打得鼻青臉腫、血肉模糊,最後昏倒在地,隱約中我聽到有人說:「我們已經把他解決了,過來吧……」過了一會兒中共警察趕到,然後把我抬上警車,在車上警察揪住我的頭髮,對著我的太陽穴打了十多拳,一邊打一邊說:「打死你,讓你再信神!」我被打得頭像是要炸開似的,感覺死亡就在眼前,我只有不停地禱告神。到了派出所後,警察對我進行審訊,我因疼痛無法站立,最後摔倒在地,全身發抖,口吐白沫……中共警察又把我拉到縣公安局,下車時看我傷得很重,已經奄奄一息了,就把我扔到公安局的大門外,後來陳弟兄看到我,把我送到醫院治療,我療養了一年多才逐漸康復,但是留下了後遺症,至今我仍然受到嚴重頭痛的折磨。
我在外漂流期間,也就是2007年12月30日的晚上,我因思念家人心切,冒著被抓捕的危險偷偷地回到了離別七年的家。當我推開房門的一剎那,老父親看到我老淚縱橫,妻子在一邊偷偷地擦眼淚,孩子見到我卻不敢叫爸爸。面對這一切,我心如刀絞,就因著中共政府迫害,我沒有機會孝敬父母,沒有機會盡到丈夫的責任照顧妻子,更沒有機會撫養兩個年幼的孩子,家人還要承受村裡人的流言蜚語、諷刺挖苦,給我的家庭帶來了不盡的苦難。母親告訴我,我走以後中共警察到我家搜家,兩次把我母親抓到派出所質問我的下落。為了防止中共警察的再次抓捕,我在家暫住了幾日後,被迫再次逃亡。從2013年到2015年5月,我一共搬了三十多次家,但無論搬到哪裡都無法避免中共政府的抓捕、迫害。我在中國已經沒有安身之處,無奈之下,我被迫於2015年逃亡到意大利尋求庇護。
我能來到信仰自由的意大利,我是幸運的;同時我也為那些仍在中華大陸遭受中共政府抓捕、迫害的全能神教會基督徒感到擔憂!中共政府不僅逼迫中國大陸的基督徒,並且已把黑手伸到海外了,僅在2017年11月,就在韓國、香港、臺灣等地,利用其喉舌媒體再次攻擊全能神教會。
我真心希望全能神教會基督徒受迫害的事實,能夠得到從事意大利難民問題人士的理解,我們只是請求被接納,並能夠自由和平地信仰我們的神!